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CHALLENGE DUBAI TRIATHLON // Hervé Banti: "Una start list di livello mondiale e strade ventose, una giornata spettacolare. Kemo KE-T8: che bici!"
Il Triatleta olimpico monegasco ha appena concluso il Challenge Dubai raggiungendo la trentanovesima posizione. Ha parlato di com'è iniziata questa sua passione per il Triatlon e dell'esperienza vissuta negli Emirati con la nuova tecnologia #Rakerzero sviluppata assieme al brand brianzolo Kemo.
Congratulazioni Hervé. Trentasette anni, ancora un Ironman. Andando indietro con la memoria, da cosa deriva la tua decisione di diventare un triatleta? Ricordi quella scintilla nella tua testa?
"Si tratta di mio padre, di una passione che mi ha tramandato. Avevo quattordici anni e l'ho seguito per vederlo gareggiare, da allora per me quei ragazzi sono diventati degli eroi da imitare."

Sono passati più di dieci anni. Si può veramente dire che la soddisfazione vale le difficoltà?
"Ho iniziato un po' alla volta, assieme ai ragazzi della mia età, migliorando costantemente sono riuscito a partecipare ai giochi olimpici di Londra e agli Ironman. Vi assicuro che non è semplice e banale uscire per un lungo e bagnato giro in bici invernale, o svegliarsi alle sei del mattino per andare in piscina, ma davvero non riesco a pensare tutto questo come ad un sacrificio. La mia passione è grande, questo è il lavoro dei miei sogni."

Hai scritto un pezzetto della storia di questo sport, ora Kemo e François Kérautret ti hanno voluto come "tester su strada" del loro nuovo concetto dedicato al Triatlon. Puoi descrivere l'esperienza maturata durante lo sviluppo di KE-T8?
"Io e François Kérautret siamo amici da più di quindici anni, personalmente lo ammiro molto. Quando la scorsa estate mi chiese di diventare il primo test rider per la T8 ero eccitato come un bambino, ho voluto far parte del team. Ho provato il prototipo del telaio e sono rimasto impressionato di quanto veloce e quanto semplice da maneggiare fosse, comparato con gli altri modelli Time Trial. Ho offerto a Kemo i miei commenti e feedback, insistendo molto su alcuni dettagli fondamentali per una bici da Triatlon: freni normali per la sicurezza, storage box sul top tube, un concetto che consenta di mantenere la posizione aero per ore. Ultimo ma non meno importante, avrebbe dovuto essere una bici di semplice utilizzo. Dopotutto, nessuno ha un meccanico a casa sua!"

Oggi KE-T8 è un prodotto vero e tu hai partecipato al tuo primo Ironman con questa bici. Com'è stato il feeling con il #Rakerzero durante la performance?
"Il Challenge Dubai Triathlon era una delle corse più prestigiose dell'anno, con una start list di livello mondiale. Ho completato la corsa in trentanovesima posizione. Per essere onesti, mi aspettavo un risultato migliore, ma nelle prime uscite staglionali non si può mai capire al 100% qual'è il proprio livello di forma. Oltre a ciò devo dire che mi considero più scalatore, a Dubai ho invece incontrato un tracciato pianeggiante ed estremamente ventoso, che mi ha limitato. Nonostante le difficoltà è stato fantastico sfidare i migliori atleti del mondo, ci alleniamo duro proprio per vivere questi momenti.
Parlando della KE-T8, già sapevo che sarebbe andata forte, ma sono rimasto sorpreso in particolare di come rimaneva stabile affrontando le improvvise ventate laterali, permettendomi di mantenere la posizione aero senza sforzo."

Ora che hai chiuso l'esperienza di Dubai, quale sarà la prossima avventura?
"Beh, ora mi godrò qualche giorno di riposo in attesa di riprendere gli allenamenti in modo massiccio, poi inizierò la fase di concentrazione obbiettivo fissato per le prossime gare Ironman francesi Aix en Provence e Nizza"
27/02/2015